C’è un proverbio che dice: “chi non osa nulla, non speri in nulla”. Le esternazioni che in queste settimane provengono da presuli ritenuti punti di riferimento della fede cattolica, lasciano parecchio amaro in bocca.
Come in un triste valzer di dichiarazioni, prima il Cardinale Muller, poi il Cardinale Sarah, infine monsignor Schneider, hanno offerto il peggior servizio alla verità. Lo dico, come ovvio, con enorme rispetto, ma anche con profonda delusione. L’anno scorso, ad aprile, ero anch’io presente al Convegno tenutosi a Roma e organizzato da Nuova Bussola Quotidiana, con gli interventi di due dei quattro Cardinali firmatari dei Dubia. C’era anche monsignor Schneider. Esiste un piccolo archivio di foto nelle quali è possibile vedere come ai Cardinali Burke e Brandmuller, e poi anche a Schneider, io vada incontro, baciando loro l’anello, e inginocchiandomi. Ho fatto loro presente che ero disponibile ad ogni loro minimo cenno. Li vedevo un po’ come il soldato valoroso guarda ai Capi dell’esercito. Ma la delusione non è tardata a giungere, una prima volta, in modo clamoroso. Nelle relazioni dei presuli, praticamente, c’è stato un inaspettato quanto scandaloso lavarsi le mani, consegnando ai laici la responsabilità di resistere a un papa eretico. Il Convegno è stato un flop sotto tutti i punti di vista, anche sul piano numerico. Non più di 400 persone, con tanto di risalto mediatico, mentre a riguardo dei Raduni da me organizzati, ogni volta, con migliaia di persone, silenzio pressoché totale. Era un primo, doloroso segnale del fossato che si andava creando, per me inaspettato, dal momento che, ve lo assicuro, figlioli cari, ho veramente fatto di tutto per saldare la mia denuncia profetica con quella di tali presuli. A settembre dell’anno scorso mi ero anche fermato, perché dicevo che era necessario un sostegno di questi Cardinali, dal momento che passava voce che io stavo facendomi la mia chiesa settaria. Dopo due mesi di silenzio, a novembre, sono arrivate le due scomuniche di Bergoglio. Nell’uno e nell’altro caso, nessuno di questi Cardinali si è fatto vivo. Essi sostanzialmente sostengono che io sbaglio, perché voglio aiutare la Chiesa, ma l’ho fatto mettendomi al di fuori di essa. Si tratta di un’affermazione contraddittoria, dal momento che la Chiesa vera è quella di Benedetto XVI, e che io sono stato scomunicato proprio per non aver piegato le ginocchia dinanzi al cardinale Bergoglio, falso papa. Con lui si è di fatto consumato già lo scisma, nostro compito è soltanto quello di renderlo noto.
Ora, tra febbraio e marzo, la frattura si è del tutto consumata. E’ bene che io lo dica, per tutti quelli che hanno fin qui creduto alla mia missione. Le complicità inaccettabili, come ora dimostrerò, dei presuli in questione, costituiscono una direzione che io non intendo affatto seguire, semplicemente perché non è benedetta da Dio. Sono consapevole che questa mia dichiarazione mi isola sempre di più, ma non importa; la coscienza vale su tutto. E poi anche Benedetto XVI, mio amato papa, è rimasto solo, è stato lasciato solo! Condivido con lui questa solitudine.
Ma entriamo brevemente nel merito. Anzitutto con l’incredibile dietrofront del Cardinale Muller. In data 8 febbraio 2019, il presule tedesco pubblica un vibrante Manifesto della fede dove, con ogni evidenza razionale, sono banditi tutti gli errori dottrinali che, nello pseudo governo bergogliano, si sono diffusi. Gli esponenti dell’UNA CUM, come i cattoindecisi e i cattoinsipidi, hanno subito esultato. Con commenti quasi messianici. Avevano comprensibilmente intravisto in Muller il salvatore della Chiesa, e in effetti il gesto lasciava ben sperare, tanto che anch’io, inizialmente, avevo nutrito parecchie speranze. Salvo poi leggere, senza che potessi darmene ragione, l’incredibile e ipocrita dichiarazione di Muller a un giornalista che gli chiedeva se il Manifesto fosse una risposta a papa Francesco. No, ha risposto. Papa Francesco non è eretico, è soltanto consigliato male dai suoi collaboratori.
Successivamente, il cardinale Robert Sarah, tre giorni fa, ha fatto una dichiarazione coraggiosa e vera: “la Chiesa, che dovrebbe essere un luogo di luce, è diventata un covo di tenebre”. Ha anche aggiunto: “la Chiesa muore perché i pastori hanno paura di parlare con tutta la verità e la chiarezza. Abbiamo paura dei media, paura delle opinioni, paura dei nostri fratelli! Il Buon Pastore dà la vita per le pecore”. Solo che queste commoventi affermazioni sono state precedute, anche qui, da un incredibile attestazione di stima nei confronti del falso papa: “il Papa è nostro padre. Gli dobbiamo rispetto, affetto e fiducia (anche se le critiche non sembrano dargli fastidio). Per via di certi scritti o di certe dichiarazioni, alcuni potrebbero avere l’impressione che egli potrebbe non rispettare la dottrina. Personalmente, ho piena fiducia in lui ed esorto ogni cristiano a fare lo stesso”. Quando ho letto queste allucinanti parole, ho fatto fatica a credere che le abbia potute pronunciare il cardinale Sarah.
Infine, ieri, per completare il menu, Schneider ha pubblicato un lungo articolo dove, sostanzialmente, afferma che se c’è un papa eretico, dobbiamo amarlo e tenerlo con noi, come fa una famiglia con un padre ubriaco! Confondendo così il fatto che a noi non interessa se Bergoglio è buono o cattivo, ma se è vero o falso papa. E smentendo, del resto, la Tradizione che, prima nella Scrittura, poi nei padri della Chiesa, infine in san Tommaso d’Aquino, raccomanda di non avere a che fare con gli eretici, perché “peccat quicumque audit missam eorum”(S.Th III, q.82, a.9).
Ecco, questa è la direzione dei presuli. Somigliano ai re dell’antico Israele, cui Dio mandava i profeti dicendo loro di non stringere alleanze umane, ma di fidarsi unicamente della parola di Dio ed essi, invece, agivano con calcoli umani. E Gerusalemme era puntualmente consegnata ai pagani. Tutto il popolo pagava per i temporaggiamenti e gli inutili calcoli strategici.
Oggi Dio ha inviato sua Madre. A Fatima ci ha dato il terzo segreto che, per rivelazione stessa dell’allora Cardinale Ratzinger, riguarda l’apostasia della fede, lo scisma, l’occupazione della sede petrina. Leone XIII, papa, ha avuto la visione di satana che prendeva possesso del Vaticano. E questi cardinali e vescovi patteggiano con il diavolo! Vedere Schneider abbracciare Bergoglio o leggere Sarah che gli esprime piena fiducia, ha ai miei occhi il sapore di un tradimento doloroso. Nuovamente Gesù agonizza nel Getsemani per l’abbandono dei suoi apostoli.
Ebbene, per quanto mi riguarda: non mi sento affatto rappresentato da questi tentativi, per il semplice fatto che Dio non li benedice; la paura di uno scisma che questi presuli hanno è fuori luogo, perché dacché c’è Bergoglio esistono di fatto due chiese, come dicevano le profezie (non ultima quella di Avola con Giuseppe Auricchia): una falsa, maggioritaria e potente, capeggiata da Bergoglio, che si avvia verso il farneticante progetto del nuovo ordine mondiale, e una vera, minoritaria e sofferente, un piccolo resto, tenacemente e apertamente legato a Benedetto XVI, il papa crocifisso.
Resterò solo? Non mi è importato fin dall’inizio. Certo, se il lupo arriva, il pastore difende le pecore, anziché dire loro: arrangiatevi, perché non è poi così cattivo come sembra…Non ho mai visto il pastore che abbraccia il lupo o gli accorda fiducia. Che diamine! Il Vangelo dice altro, dice che il pastore dà la vita.
E così ho capito. Ho capito che è Dio stesso a permetterlo. Perché Egli vuole che essi non siano degni di rappresentare la resistenza cattolica. E perché vuole che i piccoli e gli umili siano condotti da Benedetto XVI, condividendone dolore e persecuzione.
Soleva dire Gandhi: “prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci”.
La vittoria è assicurata, è solo questione di tempo, di attesa del cenno di Dio alla sua Santa Madre…

Don Minutella