1. Ieri è giunta la notizia della morte del cardinale Godfried Danneels, presule belga, ultraprogressista, favorevole ad aborto e unioni gay, nel cui governo pastorale, il Belgio è divenuta una delle nazioni più scristianizzate del mondo. Aveva 85 anni, se ne è andato in punta di piedi, dopo aver denunciato, con dichiarazioni esplosive, l’esistenza di una lobby massonica che ha costretto Benedetto XVI alle dimissioni e ha piazzato, con un finto conclave, il cardinale Bergoglio, il candidato numero uno. Nella nostra battaglia per la difesa della fede cattolica, a fronte della farneticante e sempre più diffusa eresia di Bergoglio, lo abbiamo sovente citato come fonte attendibile delle trame nascoste che satana ha adoperato per insinuarsi fino al soglio pontificio. Danneels era stato membro della cosiddetta mafia di san Gallo, e faceva parte del gruppo di cardinali massoni che a partire dal 1996, in pieno governo wojtyliano, aveva dato l’avvio a una trama segreta per eleggere, subito dopo la morte di Giovanni Paolo II, il cardinale di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio. Il golpe non era riuscito nel 2005, ma lentamente la cospirazione massonica ha lavorato per preparare il golpe del 2013. In modo del tutto inaspettato e sorprendendo tutti, il cardinale Danneels, a cose fatte, e quando nessuno si sognava di dover sentire simili cose, parlando in un programma televisivo belga, ha affermato l’esistenza di un piano per costringere Benedetto XVI alle dimissioni e per piazzare, al suo posto, il cardinale Bergoglio. Su Youtube è ancora possibile visionare il video che contiene le sue dirompenti dichiarazioni che, invece, sono state seguite da un imbarazzante bavaglio da regime da parte della Sala Stampa Vaticana. Il Cardinale Danneels non si è limitato a rendere noto che le dimissioni di Benedetto XVI sono state forzate e che il cardinale Bergoglio era stato scelto già prima del Conclave. Ha scritto tutto questo in un’autobiografia, uscita in lingua francese e mai tradotta in italiano, di cui ho avuto la copia. Ci sono indizi sicuri, con nomi, luoghi, date, questioni trattate, che poi, effettivamente, rivelano il piano di distruzione della fede cattolica.
2. Un indizio è un elemento sufficiente a fornire un orientamento soggettivamente o oggettivamente valido. Danneels, con le sue impreviste dichiarazioni, ha sollevato una questione del tutto decisiva. Tanto più decisiva, quanto meno il Vaticano, sotto regime bergogliano, ha voluto chiarire, anche solo smentendole, le imbarazzanti dichiarazioni di Danneels. In pratica, hanno trattato le sue affermazioni come se fossero giunte da un chierichetto o da un sacrestano, mentre a farle è stato il cardinale camerlengo. Dichiarazioni credibili, perché egli ha fornito nomi, date, luoghi precisi. E perché ancora egli è stato non un cardinale conservatore o tradizionalista (dunque, presumibilmente, avverso a Bergoglio), al contrario suo entusiasta sostenitore e promotore in prima linea già dal 1996. Perché Danneels ha fatto queste affermazioni? Perché la Santa Sede non le ha smentite? Perché nessuno, proprio nessuno, ha voluto approfondire queste sue dichiarazioni? Non appena le ho dette io, ho rimediato subito due scomuniche, soprattutto perché, per logica conseguenza, non smetto di invitare a non unirsi alla messa UNA CUM Bergoglio, in quanto non è il papa. L’impunità di Danneels è solo apparente. A seguito della sua denuncia, egli ha lentamente conosciuto l’isolamento, l’imbavagliamento, ed è scomparso praticamente di scena. Eppure egli ha fornito degli indizi che, una volta confermati, diventano prove, tali da capovolgere la storia attuale della Chiesa cattolica, perché, se non smentite, confermano che Benedetto XVI resta il papa (visto che il canone 332 & 2 del Codice di Diritto Canonico ritiene invalide le dimissioni forzate del Romano Pontefice), e confermano parimenti che il cardinale Bergoglio non è papa, ma è un cardinale scomunicato latae sententiae. E con lui tutti gli altri cardinali massoni e collusi con le varie mafie. Il tentativo che il regime bergogliano ha operato di far passare queste dichiarazioni come battute di un vecchio rimbambito non giungerà in porto. E’ scritto che proprio l’indizio del cardinale belga è stato permesso dalla Provvidenza per svelare il piano massonico – satanista di distruzione della Chiesa. Non si può trascurare la portata storica delle dichiarazioni di Danneels. Forse, egli ha voluto salvaguardare la propria anima, cercando in extremis di rimediare a debiti enormi di coscienza. Di fatto, dopo le sue dichiarazioni, per iscritto (nell’Autobiografia in francese) e in una diretta televisiva, Danneels, fino a quel momento frequentatore abituale del Vaticano, è stato progressivamente emarginato. Se si vuol dire, da parte del regime bergogliano, che questi indizi non sono prove, allora devono trovare modo di smentirle. I sostenitori bergogliani, in qualche modo, hanno tirato un sospiro di sollievo alla notizia della morte di Danneels. Credo anche Bergoglio. Non condivido il sospetto di una morte misteriosa. No! E’ morto di morte naturale. Era ammalato da tempo. Semmai trovo disonesto, da autentico clima da regime, quanto pubblica stamattina il portale Vatican Insider. In poche righe si ha un vergognoso condensato di falsità, depistaggio, mancato senso di onestà intellettuale. Ancora una volta Roma mostra di essere occupata dalla massoneria. Ecco quanto scrive il portale, dopo un generico quanto elusivo elogio del defunto cardinale: “Godfried Danneels è stato oggetto anche di diverse critiche da parte dei detrattori provenienti dalle fronde più conservatrici della Chiesa per la sua partecipazione alla cosiddetta mafia di San Gallo, un gruppo di porporati (tra cui Martini, Silvestrini e Murphy O’Connor) che si riuniva nella località svizzera di St. Galen per discutere del futuro e delle riforme della Chiesa. Era stato lo stesso cardinale Danneels ad utilizzare ironicamente questa espressione, mafia-club, in una video-intervista per sdrammatizzare le teorie di complotto che investivano il gruppo”. Viene veramente rabbia cristiana, sdegno umano nel leggere tali disoneste affermazioni e sempre più noi del piccolo resto attendiamo che la Madonna li sbatta fuori e li svergogni come meritano, poveri servi del diavolo! Vi dimostro subito perché: le critiche non sono dei cosiddetti “detrattori provenienti dalle fronde più conservatrici della Chiesa”. E’ un’affermazione del tutto generica, che non fa chiarezza. Infatti, non sono affatto critiche, sono prove svelate dallo stesso cardinale, non affermazioni dei conservatori della Chiesa. Soprattutto l’indecoroso giornalista fa passare l’idea disonesta perché non aderente alla verità che il cardinale Danneels ne abbia parlato in modo ironico “per sdrammatizzare le teorie di complotto che investivano il gruppo”. Non è vero! Danneels nella sua autobiografia, che il giornalista omette di citare, ne parla con grande serietà e cerca in tutti i modi di dimostrare che il Conclave del 2013 è stato possibile solo quando Benedetto XVI è caduto nella trappola delle dimissioni, perché progressivamente isolato in Vaticano, secondo il piano massonico della mafia di san Gallo. Non si tratta certo di barzellette, come vuol far credere l’esimio giornalista! Vergogna, quella che dovrebbe essere la Santa Sede è ormai la sede della menzogna e del ricatto da regime! Ma tant’è, come insegna il buon senso, “impunitas semper ad deteriora invitat”. Oltretevere sono convinti di non dover conoscere alcuna punizione, così procedono come nei peggiori regimi della storia.
3. Infine, sembrerebbe che la morte di Danneels sia una pietra miliare posta sulla faccenda. Così scrivono i bergogliani convinti. Ieri un povero mio detrattore, citandomi, scriveva: “il povero Minutella rimarrà senza risposta”. In realtà, la morte di Danneels è un’ulteriore conferma della veridicità delle sue esplosive dichiarazioni, per un paio di ragioni. Eccole: 1) dopo le sue dichiarazioni, non c’è stata alcuna smentita da parte della Santa Sede e se arrivasse adesso o fra qualche tempo sarebbe un’ennesima riprova del regime in atto in Vaticano; 2) Danneels è stato progressivamente emarginato ed è caduto nell’oblio generale; 3) soprattutto, nonostante l’isolamento sempre più evidente, nell’arco di questi anni, egli non ha mai smentito una sola parola di quanto detto; 4) i nomi, le date, i luoghi costituiscono, come insegna il procedimento penale, elementi di prova.
Danneels se ne va, a 85 anni, mentre il mese prossimo Benedetto XVI compirà 92 anni. Quali misteriosi giochi sta adoperando Dio per irridersi della Bestia nera? Attendiamo, con fiducia, e guardando a Maria Santissima, Colei che caccerà via satana da Roma.
Don Minutella